Organo Secentesco Stefanini
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Realizzazione e fotografie: Bernardo Baluganti
Storia e scheda dell'organo

Sopra la porta d'ingresso della Pieve di Faltona si trovava fino a pochi mesi fa un maestoso e monumentale organo barocco provienente dalla Badia fiesolana, gestita dai canonici regolari lateranensi dell' ordine di S. Bartolomeo. Lo strumento, asportato dalle truppe napoleoniche nel 1808, fu collocato provvisoriamente in una chiesa di via della Scala a Firenze e quindi collocato nella Pieve di Faltona nella prima metà dell'Ottocento.

È un preziosissimo organo realizzato dall' organaro lucchese Bartolomeo Stefanini nel 1696, intatto nella sua composizione fonica originale, anche se molto malandato.

Lo strumento venne restaurato da Carlo Paoli di Campi Bisenzio nel 1883.
E' rimasto nella Pieve di Faltona al degrado e al deterioramento del tempo fino al maggio scorso, quando, dopo aver superato le pastoie burocratiche ed aver raccolto i primi fondi, è stato smontato e portato nei laboratori di restauro delle ditte Lorenzini e Drovandi.
 Il Comitato per il restauro, sorto nella parrocchia di Borgo san Lorenzo, presieduto dal Pievano Don Maurizio Tagliaferri e composto da Giunia Adini ( Assessore alla Cultura del Comune di Borgo san Lorenzo), Marilisa Cantini (Maestro organista), Aldo Giovannini (storico locale), Giuseppe Panchetti ( storico locale), Sabrina Landi Malavolti ( professore d'orchestra), Marcello Paladini ( tesoriere), sta attuando una serie d'iniziative per la raccolta dei fondi necessari.

DESCRIZIONE
Lo strumento è uno dei rarissimi esemplari conservati, costruiti dall' organaro lucchese Bartolomeo Stefanini da Lucca (ca. 1600-1734), come attesta la scritta autentica visibile sul fondo della secreta :  "Bartholomeus Stephanini  faciebat Anno 1696".
Originariamente collocato nella chiesa della badia fiesolana ,officiata dai Canonici Regolari  di San Giovanni in Laterano,l' organo fu confiscato a seguito della soppressione della congregazione religiosa, avvenuta nel 1806, sotto il governo francese della toscana. Con la Restaurazione che seguì alla breve parentesi di dominio napoleonico, lo strumento fu destinato alla pieve di Faltona.
L' organo è attualmente così composto:
Tastiera di 45 tasti ( do1 do5,prima ottava corta); diatonici ricoperti in bosso con frontalini intagliati " a conchiglia"; cromatici in legno da frutto (pero?) , tinti di nero; modiglioni rettangolari,listello frontale e cornice di semplice fattura, di noce, leve di castagno poste in guida da punte laterali d' ottone.
 La tastiera attuale è una ricostruzione ottocentesca ( Carlo Paoli?); di quella originale si conservano all' interno della cassa (riutilizzati come tavolette ) i modiglioni, di noce, intagliati a profilo mistilineo con un caratteristico motivo a " becco di civetta " ed i capotasti, originariamente interposti fra le spallette ed i tasti estremi.
Pedaliera " a leggio" di 8 tasti di noce ( do1- si1) sempre unita alla tastiera  e dotata di un registro di Bassi  8' composto da canne aperte. A destra della pedaliera, a sè stante, un tasto di noce  per l'azionamento del Timpano.
Facciata di 31 canne, disposte secondo il canone "Squarcialupiano", di cui 2 mute, di legno argentato, isolate ai lati + 29 di stagno del Principale ( da Mi1 a Sib3) distribuite in 5 campate a cuspide ( 5+7+5+7+5).
Al di sopra delle campate intermedie, l' ornato ligneo presenta due riquadri nel secondo ordine, predisposti per " organetti morti" composti da canne mute ( scomparse); utilizzato per un riempimento analogo appare il riquadro sormontato dalla corona granducale medicea, ove si conservano alcune canne mute, di legno e argentate.
Comandi di registrazione composti da 6 manette rettangolari di noce, a scorrimento verticale entro feritoie munite di tacca d' arresto, disposte su un ' unica fila orizzontale a destra della tastiera, attualmente identificati da etichette cartacee di cui residuano tracce :
 Principale, Ottava, Quintadecima, XIX, XXII, Flauto.
Meccanica di riduzione al somiere composta da catenacci in ferro collegati a " spade " per mezzo di tiranti in filo di ferro. Al Disotto dei comandi di registrazione, un Tirapieno a pedale ( aggiunta ottocentesca ),
attualmente scollegato dalla sua meccanica.
Somiere maestro, di noce, a vento di 45 canali e 6 pettini scavati da asole rettangolari. La parte superiore di ogni canale è chiusa da un doppio coperchio di noce; il primo, più interno sigilla il canale a tenuta del vento con guarnizioni di pelle incollate sulle commettiture; il secondo, a filo della superficie, protegge le guarnizioni interne dalla polvere. Secreta di pioppo, chiusa anteriormente da 3 portelle munite di maniglie di corda; alloggia 45 ventilabri d' abete, spinti in posizione di chiusura dei canali da molle di ferro a doppio giro, numerati in testa da 1 a 45 ( da sx verso dx ), muniti di ganci d' ottone e posti in guida da punte laterali dello stesso metallo; fori di passaggio dei tiranti con borsini di pelle a forma di cupoletta.
 Corpo fonico composto da 6 registri, disposti sul somiere maestro nel seguente ordine a partire dalla facciata:
Principale ( 8')
Ottava
Flauto in VIII
Quintadecima; 45 canne
XIX; 45 canne
XXII; 45 canne
A) Basso 8' al pedale
Effetti speciali : tamburo a due canne azionabile mediante un tasto posto a destra della pedaliera
Somieri di basseria (due), alimentati da una derivazione del portavento del somiere maestro;alloggiano le 8 canne  aperte del Basso 8' e le 2 canne di cui è composto l'effetto speciale del Tamburo.
 Riduzione della pedaliera composta da 9 squadretti di ferro, sotto la tastiera, trasmettono il movimento alla catenacciatura dei somieri di basseria.
 Apparato di alimentazione sul pavimento della cassa, composto da 2 mantici a cuneo ( con valve e cornici di protezione di gattice e tinte di rosso ); di cinque pieghe sporgenti formate da stecche di faggio, dotati di pesi in pietra e scalpelli; azionabili manualmente mediante un congegno composto da ruote di riduzione e carrucole.

DESCRIZIONE  EFFETTUATA DOPO IL SOPRALLUOGO DAL 
 MO. ORGANARO RICCARDO LORENZINI ( anno 2009)

 
 

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